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Ecologia, PD ma non solo...

18 settembre 2009
Per una corretta gestione dei rifiuti elettronici
Impatto ambientale

Per una corretta gestione dei rifiuti elettronici


Milioni di vecchi apparecchi in Nordamerica ed Europa potrebbero raddoppiare la loro vita media, ora di soli 3-4 anni, con l’uso in scuole e piccoli uffici in Africa, Sudamerica e Asia
Circa 230 milioni di computer, un miliardo di telefoni cellulari, 45,5 milioni di televisori: queste le cifre del mercato dell’elettronica di consumo riferite al 2006. Sono dati che obbligano tutte le nazioni del mondo ad attuare serie politiche per la definizione di standard internazionali per l'utilizzo e lo smaltimento dei rifiuti, come sottolinea un rapporto della Solving the E-Waste Problem (StEP), un'associazione con sede a Bonn, in Germania, che annovera tra  i suoi membri decisori politici, rappresentanti del mondo dell’industria e delle Università

Rendendo disponibili in tutto il mondo le appropriate tecnologie e i corretti protocolli di gestione, infatti, si potrebbe estendere notevolemente la vita media di molti apparecchi, nonché riutilizzare i metalli nobili e altri componenti di valore che contengono.

"Il rapido tasso delle innovazioni e delle sostituzioni, unito alla transizione verso più nuove tecnologie digitali e televisori e monitor piatti, sta ponendo un serio problema che impone la collaborazione tra le nazioni per arrivare a una vera soluzione dello smalitmento dei rifiuti elettronici”, ha spiegato Ruediger Kuehr della United Nations University, segretario esecutivo di StEP.

“Milioni di vecchi apparecchi nel Nordamerica e in Europa potrebbero facilmente raddoppiare la loro vita media, che è attualmente di soli tre/quattro anni, con l’utilizzazione in scuole e piccoli uffici in tutta l’Africa, in Sudamerica e in Asia”, ha proseguito Ramzy Kahhat, del Center for Earth Systems Engineering and Management della Arizona State University. "Un vecchio computer con processore Pentium II e con un sistema operativo open-source come Linux può funzionare più rapidamente di alcuni dei più recenti calcolatori che vediamo sugli scaffali dei negozi e dei megastore".

Nel 2008, un approfondito studio di Kahhat condotto in Perù ha mostrato che più dell'85 per cento dei computer usati importati da questo paese sono ritornati a funzionare. Questo record è in contrasto con le allarmanti statistiche riguardanti Nigeria, Pakistan e Ghana, in cui circa l'80 per cento degli aparecchi importati e classificati come riutilizzabili vengono semplicemente demoliti.

Anche i dati che riguardando lo smaltimento inducono a riflettere. Una tonnellata di telefoni cellulari, per esempio, ovvero circa 6000 apparecchi, contiene circa 3,5 chilogrammi di argento, 340 grammi di oro, 140 grammi di palladio e 130 chilogrammi di rame, secondo le stime della StEP. La batteria di un tipico telefono cellulare contiene circa 3,5 grammi di rame.

I recupero di questi materiali con i più recenti processi genera solo una piccola frazione delle emisisoni di CO2, della degradazione del suolo e delle emisisoni nocive connesse alla loro estrazione.

Il recupero di 10 chilogrammi di alluminio, per esempio, utilizza meno del 10 per cento dell'energia richiesta per la produzione primaria, evitando la produzione di 13 chilogrammi di bauxite, 20 chilogrammi di CO2 e 0,11 chilogrammi di emissioni di biossido di zolfo, oltre a quella di altre sostanze nocive. (fc)

Link: Le Scienze.

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10 giugno 2009
Bike sharing La Spezia - Superati i 15.000 spostamenti

4 giugno 2009

A circa sei mesi dalla inaugurazione, con oltre 1.000 utenti all'attivo, il sistema ha registrato ad oggi oltre 15.000 prelievi dalle colonnine distribuite su 11 postazioni.

Si ricorda che la tessera ha un costo di 15 €, importo che comprende una "ricarica" di 5 €.

L'importo viene scalato nel caso di utilizzo per un tempo superiore all'ora secondo la seguente tariffa: 0,50 € per la seconda ora di utilizzo, e tariffa crescente per le successive.

Le bici sono state usate per oltre 1426 ore complessive con una media di utilizzo di 28 minuti.

Le 137 colonnine installate hanno avuto un funzionamento corretto per oltre il 95% del tempo. Si sono verificati alcuni problemi legati ad operazioni non corrette di prelievo - deposito della bici: in particolare si è verificato in vari casi che un tentativo troppo repentino di estrarre la bici (prima che si abbia il beep-beep di conferma) ha provocato il blocco della serratura.

La stazione più utilizzata risulta quella di Piazza Beverini seguita da quella di Piazza Europa.

Dalla analisi degli spostamenti si può verificare un utilizzo in linea con gli obiettivi che hanno portato alla stesura del progetto ovvero uno spostamento punto punto per facilitare i brevi spostamenti urbani: una quota importante di utenti infatti preleva la bici in un sito e la deposita in un altro e tutti i possibili spostamenti tra le stazioni, in varia misura, sono stati effettuati.
Vai al grafico del tempo di utilizzo.

Link: Comune della Spezia.

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10 giugno 2009
La straordinaria crescita delle energie rinnovabili
Un rapporto dell'UNEP

La straordinaria crescita delle energie rinnovabili


Le energie rinnovabili assorbono oggi la maggioranza dei nuovi investimenti, contribuendo per circa il 40 per cento all'incremento nella capacità di generazione installata all'anno

Gli investimenti globali nel settore delle energie pulite sono cresciuti di oltre quattro volte fra il 2004 e il 2008, anche se nell'ultimo anno a causa della crisi la crescita è stata solamente del 5 per cento, contro il 50 dell'anno precedente.

Di fatto, le energie rinnovabili assorbono oggi la maggioranza dei nuovi investimenti, andando a contribuire per circa il 40 per cento all'incremento nella capacità di generazione installata all'anno: nel 2008 sono stati infatti investiti 140 milioni di dollari per complessivi 65 GW in impianti di generazione elettrica a fronte di un totale di 250 milioni di dollari per 157 GW di potenza installata da tutte le fonti.

Di questi, 105 miliardi di dollari sono stati spesi per sviluppare 40 GW di potenza da eolico, solare, piccoli impianti idroelettrici, biomasse e geotermico, mentre 35 sono stati investiti in grandi impianti idroelettrici.

Sono queste le cifre contenute nel Global Trends in Sustainable Energy Investment 2009 stilato dall'UN Environment Programme (UNEP).

Achim Steiner, direttore esecutivo dell'UNEP, ha sottolineato gli effetti negativi della crisi, che negli Stati Uniti ha portato a una caduta del 2% negli investimenti rispetto ai dati record degli anni precedenti, e fatto segnare il passo in Europa. Tuttavia, ha aggiunto, “la Cina è diventato il secondo mercato mondiale dell'energia eolica in termini di nuova capacità e il più grande produttore mondiale di materiale fotovoltaico, mentre è in corso una crescita del geotermico in molti paesi, dall'Australia al Giappone al Kenya.”

L'eolico è il settore che ha attirato i maggiori nuovi investimenti (51,8 miliardi di dollari, 1% di crescita sul 2007), anche se è il solare quello che ha visto il maggior tasso di incremento (33,5 miliardi, 49% di crescita), con prospettive ancora migliori per il futuro, dato che si prevede per entro la fine dell'anno una diminuzione del 43 per cento dei prezzi dei moduli fotovoltaici. In discesa è invece apparso il settore dei biocarburanti (16,9 miliardi, 9% di decrescita).

A non risentire della crisi economica è stato il mercato dei diritti sulle emissioni di carbonio, che è cresciuto dell'87% nel 2008, raggiungendo i 120 miliardi di dollari.

Su base regionale, gli investimenti in Europa sono stati nel 2008 pari a 49,7 miliardi, con una crescita del 2%, e di 30,1 miliardi in Nord America (-8%). A fronte di questo stallo, nei paesi in via di sviluppo si è avuto un aumento del 27%, grazie soprattutto agli investimenti fatti in Cina (15,6 miliardi, quasi tutti nell'eolico), in India (4,1 miliardi) e in Brasile (10,8 miliardi destinati al bioetanolo). Anche l'Africa ha avuto un incremento del 10%, anche se le cifre in gioco sono decisamente più modeste: complessivamente 1,1 miliardi.

L'UNEP stima che per finanziare la riconversione verso un'economia sostenibile nei settori dell'edilizia, dell'energia dell'agricoltura e dei trasporti saranno necessari fra il 2009 e il 2011 almeno 750 miliardi di dollari, pari a circa l'1% del prodotto interno lordo mondiale, ma sottolinea come questi investimenti rapppresentino un'occasione per un vero "New Deal verde". (gg)

Link: Le Scienze.


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9 aprile 2009
Zunino: «raddoppio del rigassificatore?PRIMA ELIMINARE IL CARBONE DALLA SPEZIA»
Zunino: «raddoppio del rigassificatore?PRIMA
ELIMINARE IL CARBONE DALLA SPEZIA»

Secolo xix

Nel corso del convegno sull'energia eolica organizzato da Anev e
Uil, il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha rilanciato un suo cavallo di
battaglia: la candidatura di Genova a sede dell'Agenzia per la sicurezza
del nucleare. La Regione potrebbe chiedere allo Stato, in cambio del
raddoppio del rigassificatore di Panigaglia, garanzie per collocare
l'Agenzia sotto la Lanterna? «Non penso - risponde l'assessore regionale
all'Ambiente Franco Zunino - meglio sarebbe chiedere che la centrale della
Spezia venga convertita completamente a metano, eliminando definitivamente
il carbone».
Per Salvatore Franco, vicepresidente regionale Legambiente «sui
rigassificatori il nord del Tirreno ha già dato il suo contributo».

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20 marzo 2009
Le cifre del porta a porta a San Pietro in Palazzi e la consegna dei nuovi sacchi
Le cifre del porta a porta a San Pietro in Palazzi e la consegna dei nuovi sacchi

La sperimentazione della raccolta differenziata "porta a porta" dei rifiuti nel quartiere di San Pietro in Palazzi ha rappresentato un vero successo. Ecco perché Rea e il Comune di Cecina hanno deciso di proseguire nello svolgimento del servizio, che è attivo a San Pietro in Palazzi dal novembre del 2008. Un successo quello del "porta a porta", decretato dai numeri. "Secondo le ultime analisi - spiega Fabio Ghelardini, presidente Rea - la raccolta differenziata a San Pietro in Palazzi ha raggiunto il 79 per cento, un quantitativo assai superiore rispetto a quello registrato prima dell´attivazione di questo tipo di servizio. Il risultato raggiunto è molto oltre la media nazionale, che si attesta tra il 60 e il 65 per cento".
Rea rende noti i dati relativi alle percentuali di raccolta differenziata dei diversi tipi di rifiuto che sono state registrate a seguito dell´avvio del servizio "porta a porta". Del 79 per cento di rifiuti differenziati, il 20 per cento è infatti rappresentato dal materiale organico, mentre il 18 per cento dalla carta. Di grande rilievo anche la percentuale della raccolta differenziata di plastica, vetro e alluminio (multimateriale), che con il "porta a porta" si è attestato al 17 per cento. La restante percentuale di raccolta differenziata è rappresentata dal ritiro gratuito a domicilio di potature e materiali ingombranti (arredamento, elettrodomestici e oggetti vari), notevolmente incrementato a seguito della rimozione dei cassonetti lungo le strade del quartiere a nord di Cecina in vista dell´attivazione del "porta a porta". "La diminuzione dei materiali ingombranti e delle potature - prosegue Ghelardini - , che venivano abbandonati a fianco dei cassonetti, è un fattore fondamentale anche per la qualità e l´estetica del territorio di San Pietro in Palazzi e per la vita dei suoi cittadini".
Il successo dei primi mesi del "porta a porta" ha fatto sì che Comune e Rea decidessero di proseguire il servizio. Per informare gli abitanti dell´andamento della raccolta differenziata nel quartiere cecinese gli amministratori di Cecina e Rea hanno organizzato giovedì 12 marzo un´assemblea cittadina. "E´ stata un´occasione importante - continua Ghelardini - per capire come gli abitanti di San Pietro in Palazzi hanno recepito il nuovo servizio e per accogliere i loro suggerimenti, in modo da calibrare un´attività sempre più adatta ai residenti della zona".
Il servizio "porta a porta" prosegue quindi con la consegna dei nuovi kit di sacchi, grazie ai quali i residenti di San Pietro in Palazzi potranno proseguire nella raccolta differenziata nei prossimi mesi. I residenti potranno ritirare i sacchi, da lunedì 23 marzo a sabato 4 aprile, alla sede Auser di via Manara a San Pietro in Palazzi. In particolare il personale Rea sarà presente all´Auser lunedì 23 marzo (15-18.30), martedì 24 marzo (ore 9-12.30), mercoledì 25 marzo (15-18.30), giovedì 26 marzo (9-12.30), venerdì 27 marzo (15-18.30), sabato 28 marzo (9-12.30). Ugualmente la settimana successiva la consegna dei sacchi è prevista, ancora presso l´Auser di San Pietro in Palazzi, lunedì 30 marzo (15-18.30), martedì 31 marzo (9-12.30), mercoledì 1 aprile (15-18.30), giovedì 2 aprile (9-12.30), venerdì 3 aprile (15-18.30) e sabato 4 aprile (9-12.30).

Link: greenreport.


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24 febbraio 2009
Da rivedere le stime sull'innalzamento degli oceani

Da rivedere le stime sull'innalzamento degli oceani


Il nuovo studio tiene conto del peso della coltre antartica che grava sulla terra sottostante, il cui collasso potrebbe perturbare il movimento di rotazione del pianeta

Se il riscaldamento globale determinerà un giorno il collasso della coltre glaciale dell’Antartide Occidentale, il risultante sollevamento del livello degli oceani sarebbe ben più significativo di quanto previsto finora.

Secondo le proiezioni passate, il catastrofico incremento dovrebbe essere tra 4,8 e 5,1 metri, mentre in queste ultime - ottenute da uno studio della Oregon State University e dell’Università di Toronto - il valore raggiungerebbe 6,4 metri, con un danno incalcolabile per molti degli insediamenti umani sulle coste.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’Onu ha stimato un valore medio di 5 metri e su questo valore si basano molti studi. Tuttavia, tale media teorica non considera molte forze chiave, come la gravità, le variazioni della rotazione terrestre, il sollevamento della terraferma su cui giacciono ora i massicci ghiacciai.

Finora, tale ghiaccio ha conservato una massa complessiva enorme, con un’altezza che arriva a 1800 metri sul livello del mare e potrebbe essere sufficiente a esercitare un’attrazione gravitazionale sull’acqua.

Oltre, a considerare l’effetto gravitazionale, il nuovo studio tiene conto del peso che grava sulla terra sottostante e che, venendo a mancare, potrebbe portare una perturbazione nel movimento di rotazione della Terra su se stessa.

Quando queste forze vengono tenute in conto, il livello del mare intorno all’Antartide si abbasserebbe - secondo le conclusioni dello studio - mentre in molte altre aree, la maggior parte delle quali nell’emisfero boreale, si alzerebbero.

"Se la coltre glaciale dell’Antartide occidentale fondesse completamente, gli effetti sarebbero non solo l’erosione delle coste, ma anche un maggiore danno da eventi meterologici estremi e il cambiamento della salinizzazione delle acque", ha spiegato Peter Clark, geofisico della Oregon State University che ha partecipato alla ricerca.

In conclusione, sottolinea Clark, se e quando avverrà il collasso della coltre antartica non è ancora dato sapere, né quanto velocemente possa verificarsi. Potrebbe non succedere nulla per centinaia di anni, oppure potrebbe fondere solo parzialmente.L’indicazione resta comunque quella di continuare monitorare il cambiamento climatico e il suo impatto sulle masse glaciali di tutti il mondo. (fc)

Link: Le scienze.


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19 febbraio 2009
Sardegna, arriva il cemento. Cappellacci: via la salvacoste

Sardegna, arriva il cemento. Cappellacci: via la salvacoste

di Marco Bucciantini

Sarà fatto in fretta: «Cento giorni per parlare con le amministrazioni interessate e inventariare le criticità. E nei due mesi successivi cancelleremo il quadro urbanistico, compresa la legge salva-coste». Eccolo, il cemento. Avanti con «i centri benessere, e non si capisce perché in Sardegna ce ne siano così pochi», si lamentò Berlusconi nell'ultimo comizio prima del voto. Fra poco spunteranno come funghi quando fa umido, perché Ugo Cappellacci, nella prima conferenza stampa da presidente della Regione è fin troppo chiaro e questo è stato da sempre il messaggio elettorale del centrodestra: basta vincoli, via quella legge che impedisce edificazioni per una distanza di due chilometri dal mare. Che tutela, in sostanza, il paesaggio da abusivismo e scempi.

Si cambia. Cappellacci avrà 54 consiglieri su 80 e si permette uno smarcamento: «Al G8 alla Maddalena preferirei avere i giganti di Monte Prama», sculture sarde scolpite su pietra arenaria delle cave oristanesi: guerrieri da opporre ai bronzi di Riace che il premier vorrebbe traslocare sull'arcipelago per «impressionare» i capi di Stato. La conferenza stampa scorre intervallata dagli applausi dei supporter mentre Cappellacci evita l'analisi del voto disgiunto, quegli elettori che hanno scelto il Pdl preferendo però indicare Soru come presidente (e sono circa il 5%, né pochi né decisivi). È cortese con lo sconfitto e va via liscio anche su argomenti imbarazzanti, dalle cave della Marmilla – prossime al disastro ambientale e da lui amministrate – fino all'uso delle tivù: «Ho rifiutato il confronto con Soru per non alimentare lo scontro».

Comodo, comodissimo: sulle reti nazionali Rai e Mediaset i passaggi sulla campagna elettorale sarda sono stati questi: un'ora e mezza per Berlusconi e i suoi, e appena due minuti scarsi a Soru e Pd. Il garante ha sanzionato l'abuso, ma ormai è acqua passata. Era giusto cominciare da qui nell'analisi di un voto che dopo due giorni è ancora parziale e lo resterà per molto: le controverse schede dell'8% delle sezioni saranno conteggiate direttamente dai tribunali.

La smodatezza dei media non spiega tutto, ma c'è. Così come esiste un partito nuovo in Sardegna, quello delle schede nulle, la terza forza: sono 18.000 (23 mila aggiungendo quelle bianche). E gonfiano il conto del malessere, pagato qua e là da tutti: del voto disgiunto contro il 49enne commercialista si è detto, ma fra le schede non valide e gli astenuti ci sono i delusi del centrosinistra. Questa perdita di consenso di Soru – dovuta all'azione di giunta e alla turbolenta fine di quell'esperienza – e del Pd (a causa dei dissidi nazionali e in questo caso anche locali) ha consumato la rimonta dell'ex governatore, che pure aveva trovato elettori trasversali.

Il quadro parzialmente mutilato dei risultati offre comunque conclusioni: quella del centrodestra è una vittoria di alleanze ardite, ma fortemente redditizie. Il voto sardo si è polarizzato. Solitamente, fuori dai confini dei due contendenti più forti si contavano molti altri voti, fra centristi e indipendentisti. Questa volta restano briciole e le divora il frontista Gavino Sale: è stata quindi una partita fra due coalizioni. Solo che una era costruita in lungo e largo, con un fondamentale apporto dell'Udc, dei Riformatori, del Psd'Az, mentre l'altra si appoggiava in pratica sul solo Pd e sull'ascendente di Soru. Aver tessuto quelle alleanze e quel margine ha consentito a Berlusconi di oscurare Cappellacci e mettere in piedi il solito referendum: con me (e i soldi del governo) o contro di me. Il centrosinistra poteva opporre una coalizione più omogenea, ma ha pagato l'insussistenza della sinistra e la pesante recessione del Pd. L'Idv ha confermato numeri discreti ma inferiori ai partiti di centro. Così dietro Soru c'era appena un 39% di consenso organizzato: buono per una batosta a Cagliari e per una vittoria piccola a Sassari. E per perdere a sorpresa nelle zone depresse come il Sulcis. Anche a Porto Torres, dove è acuto la crisi della chimica, il Pdl è primo partito.

Link: L'Unità.

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Questa è la vera notizia triste, la Sardegna tra qualche settimana inizierà il suo deturpamento ambientale...
La smania economico consumistica del territorio per mano di immobiliaristi affaristi e squallidi si sta facendo sempre più pericolosa.
La Sardegna è, ancora per poco, un angolo di paradiso rispetto al resto dell'Italia balneare..spiagge incontaminate, natura selvaggia, ma purtroppo questi saranno solo dei bei ricordi per molti di noi che amano queste terre...

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12 febbraio 2009
CALA IL CONSUMO DI ENERGIA IN ITALIA
CALA IL CONSUMO DI ENERGIA

I consumi elettrici italiani a gennaio sono calati dell'8,5% rispetto allo stesso mese del 2008. Si tratta della maggiore flessione da 34 anni: nell'agosto del 1975, infatti, la diminuzione della domanda fu del 7,6%. Terna, la società che si occupa dei dati statistici sull'energia, informa che nel primo mese del 2009 il fabbisogno italiano è stato coperto per l'85,9% con la produzione nazionale, e per il restante 14,1% con il saldo tra importazioni e esportazioni.

Link (PDF): Terna.
:

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4 febbraio 2009
Tetto per i manager, Obama prepara la rivoluzione per Wall Street


Un tetto agli stipendi dei manager. Di 500mila dollari, al cambio 388mila euro. Applicabile non a tutti. Ma solo per gli amministratori di aziende che hanno chiesto aiuti allo Stato. Il provvedimento arriva dagli Stati Uniti. Lo presenterà la prossima settimana il presidente americano Barack Obama nel quadro di riforme per annunciate «per riportare a Wall Street una cultura della responsabilità».

«Dobbiamo tutti assumerci delle responsabilità e questo include i dirigenti delle maggiori istituzioni finanziarie che si sono rivolti a noi nel momento della crisi, pur recependo bonus esagerati», ha sottolineato Obama ricordando i 18 miliardi di dollari capitalizzati dai vertici di Wall Street alla fine dello scorso anno. «Crediamo che il successo debba essere premiato, ma i dirigenti delle istituzioni finanziarie americane sono stati premiati per aver fallito, e lo sono stati con premi sussidiati dai contribuenti, questo è ciò che sconvolge di più la gente». «Toglieremo l'aria dai paracaduti d'oro», ha detto Obama alla Casa Bianco, al suo fianco il ministro del Tesoro Timothy Geithner.

La riforma di Obama è una vera e propria rivoluzione. Nonostante la crisi un amministratore delegato di una società che rientra nel “Fortune 500” guadagna in media 10,8 milioni di dollari (7,3 milioni di euro). Si tratta di più di 364 volte lo stipendio di un impiegato. Quarant’anni fa i maggiori amministratori delegati guadagnavano 20 o 30 volte il salario dei lavoratori. Se questa norma fosse arrivata prima, ad esempio nel 2007, l’ex amministratore delegato di Merril Lynch, Stan O'Neal, non avrebbe ricevuto oltre 161 milioni di dollari (109,3 milioni di euro) di buonuscita. La banca è stata una delle più colpite dalla crisi finanziaria. E O’Neal è solo uno dei tanti casi che si sono alternati in questi anni.

«Esamineremo - ha detto Obama - come le paghe dei manager abbiano contribuito a una cultura deliberatamente imprudente e a una mentalità delle trimestrali che a loro volta hanno portato il caos nel nostro sistema finanziario. Studieremo riforme più ampie in modo che gli executive siano ricompensati per un solido controllo del rischio e per una crescita misurata in anni, non solo in giorni o settimane».

«La crisi economica – ha sostenuto il presidente Usa - che stiamo sperimentando non è come nessuna di quelle che abbiamo visto in vita nostra. È una crisi di calo della fiducia e di aumento del debito». «Sappiamo che anche se facciamo tutto il possibile ci vorrà» del tempo prima di capovolgere la situazione e far tornare l'economia a girare. «Ma non agire, e non agire ora, trasformerà la crisi in una catastrofe e garantirà una recessione più lunga». È per questo «che il Congresso deve agire senza ritardi. Nessun piano è perfetto», ha aggiunto osservando come il piano
di stimolo fiscale, attualmente in Senato «è solo la prima parte di ciò di cui abbiamo bisogno per riportare prosperità».

Se il provvedimento fosse stato applicato in Italia, poi, la comunità avrebbe risparmiato un sacco di soldi. Quelli di Giancarlo Cimoli ad esempio. Il numero uno di Alitalia lasciò la compagnia, commissariata qualche mese dopo, in un super bonus di qualche milione di euro. ma non solo. Se il provvedimento dovesse essere applicato alle aziende che hanno ricevuti aiuti dallo Stato, anche indiretti, molti manager di area Fiat, come Sergio Marchionne o Luca Cordero di Montezemolo, sei milioni di stipendio a testa - sobbalzerebbero dalla sedia.

Link: L'Unità.

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4 febbraio 2009
Gli insulti di Berlusconi, la replica di Soru
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi interviene pesanetemente nella campagna elettorale sarda. In un'intervuista a Studio Aperto, telegiornale di Italia Uno, una delle tv di Mediaset, Berlusconi attacca pesantemente e personalmente il governatore della  Renato Soru, come politico, imprenditore e anche come proprietario della testata l'Unità.

«E' un incantatore di serpenti, che ha fallito in tutto, come imprenditore, come politico, come governatore della Sardegna» ha detto Berlusconi incurante della campagna elettorale. Non bisogna più votarlo", ha continuato Berlusconi, perdendo come al solito le staffe. E trasformando la battaglia politica in un attacco personale. Con totale disprezzo della par condicio.


Da Bologna la replica di Soru:  «Berlusconi ha avvelenato giorno dopo giorno, goccia dopo goccia le coscienze di tanti italiani. Per  lui si può fare tutto pur di vincere e mi viene una tristezza infinita se penso ad un uomo di 73 anni che pur di vincere un'elezione in più pensa di poter offendere e calunniare chiunque e che si possa  invece imbrogliando».

Incontrando i giovani sardi sotto le Due Torri Soru ribatte al  premier senza mezzi termini. «Berlusconi dice falsità e bugie
-continua il candidato alla presidenza della Regione sarda- per alcune di queste, la settimana scorsa, l'ho denunciato. Sono andato alla  Procura e ho capito e toccando con mano che cosi»è il lodo Alfano:  Berlusocni può dire le peggiori cose e rimarrà impunito. È una  barbarie che ci fa tornare più indietro della monarchia sabauda. E  più gli cresce la paura e più lui ci prova".

Link: L'Unità.



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